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La montagna che unisce: la "filosofia verticale" che fa vincere un intero territorio

ATLETICA VALLE DI CEMBRA

Agosto 13, 2026

La montagna che unisce: la "filosofia verticale" che fa vincere un’intera valle

Diario di un circuito che è diventato comunità. Il bilancio del 17° Circuito Vertical Race tra agonismo, la visione dell'Atletica Valle di Cembra-Lavis e la rete tra otto Comuni.

SEGONZANO – Guardare i volti stanchi ma sorridenti dei quasi duecento "atletazzi" al traguardo delle Piramidi di Segonzano, con una birra in mano e un piatto di polenta e costine nell'altra, significa capire cos'è diventato, in diciassette anni di storia, il Circuito Vertical Race.

È la sintesi perfetta di un’idea semplice ma rivoluzionaria: prendere lo sforzo più puro e primordiale della corsa in montagna – la salita dritta, spietata, che ti toglie il fiato – e trasformarla nel più potente strumento di aggregazione e promozione che il nostro territorio conosca.

I numeri dell'edizione 2026 dicono che Kevin Fantinato ha firmato un’impresa d'altri tempi vincendo tutte e otto le tappe (un “8 su 8” da 600 punti spettacolari), che Elisabetta Stocco si è laureata regina della montagna tra le donne e che la tappa di chiusura ha visto trionfare la giovanissima Sofia Demetz insieme allo stesso Fantinato. Ma se ci si fermasse ai soli tabelloni cronometrici, si perderebbe la vera essenza di quello che la gente del posto chiama, con affetto e rispetto, il rito dei “Mercoledì da Leoni”.

Spolmonarsi al tramonto, fare festa la sera

La filosofia del circuito ha radici profonde. È nata dalla volontà di creare una parentesi infrasettimanale in cui la sfida con il cronometro e con la gravità fosse solo la prima metà dell'esperienza. L'altra metà – quella che lascia il segno – inizia dopo la linea del traguardo: è la condivisione.

È l'atleta d'élite che confronta i tempi con l'amatore, sono i giovanissimi delle categorie Esordienti e Cadetti che imparano la cultura della fatica vedendo correre i più grandi, sono i volontari delle Pro Loco e dei Gruppi Alpini che trasformano ogni arrivo in una festa di paese. Correte, sfidatevi, “spolmonatevi”… e poi ci si siede tutti allo stesso tavolo.

Lo sport come collante: la visione dell'Atletica Valle di Cembra-Lavis

A tirare i fili di questa complessa macchina organizzativa c'è l'Atletica Valle di Cembra-Lavis, guidata dal presidente Toni, affiancata da una rete di società ed enti locali che ha dimostrato cosa significhi davvero "fare sistema".

I confini comunali, in montagna, spesso rischiano di dividere. Il Vertical Race ha fatto esattamente l'opposto: ha tracciato un filo rosso invisibile che per due mesi ha unito otto tappe e contesti diversi – da Civezzano a Palù del Fersina, da Verla di Giovo a Baselga di Piné, passando per il Lago Santo di Cembra, la Baita Monte Pat a Sover, Grauno e infine le Piramidi di Segonzano.

«La nostra vera scommessa – sottolinea Toni Presidente dell'Atletica Valle di Cembra-Lavis – non era solo organizzare delle gare podistiche, ma dimostrare nei fatti che lo sport è un collante straordinario per le comunità. Quando metti attorno a un tavolo le realtà non solo sportive, stai creando un'opportunità enorme per tutti. Promuoviamo i nostri sentieri al tramonto, stimoliamo un turismo sostenibile e genuino, offriamo ai giovani un’alternativa sana e insegniamo che l'unione fa la forza. Quando i Comuni fanno rete attraverso lo sport, non vince solo chi sale sul podio: vince l'intero territorio».

Un modello per il futuro

In un'epoca in cui spesso si fa fatica a creare sinergie tra enti locali, il Circuito Vertical Race si conferma un laboratorio d'eccellenza. Un esempio di come la passione volontaria, la visione sportiva e la sensibilità delle amministrazioni possano fondersi per dare vita a qualcosa di unico.

Le luci sulle Piramidi di Segonzano si sono spente, le scarpe da ginnastica riposano fino alla prossima sfida. Ma il messaggio lanciato lungo questi otto mercoledì resta ben visibile sulle nostre montagne: quando si corre verso l'alto, e lo si fa insieme, si va lontano.

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